Il primo impianto per la produzione di biometano avanzato nel Centro-Sud Italia è stato realizzato a Cosenza

Si tratta dell’impianto messo in funzione da poche settimane presso la piattaforma di Calabra Maceri e Servizi Spa, azienda leader nella gestione integrata dei rifiuti nel meridione d’Italia.

L’azienda nasce nel 1990 come piccola impresa dall’idea di tre fratelli, con lo scopo di intercettare materiali di recupero dal volume complessivo di rifiuti prodotti nell’area urbana di Cosenza, sottraendoli alle discariche per valorizzarli come materia prima seconda. Da allora ad oggi, l’azienda ha aumentato notevolmente il volume di affari fino a circa 25 milioni di euro, con un parco automezzi di oltre 100 veicoli con svariate caratteristiche e dimensioni. L’azienda impiega attualmente, tra diretti ed indotto, circa 300 unità; effettua servizi a Enti pubblici e a Privati con una media di circa 30.000 ritiri al mese e lavora circa 750 tonnellate di rifiuti al giorno, di cui almeno l’80% di materiali destinati al recupero come materia prima.

Biometano, il futuro della mobilità passa da Cosenza

L’impianto di biometano, la cui costruzione è durata dodici mesi, è stato appena ultimato da Biogas Engineering, società che ha esperienza trentennale nella realizzazione di impianti di digestione anaerobica e che si è aggiudicata la gara.

La capacità produttiva dell’impianto è di 1.000 metri cubi ogni ora di biometano, che viene immesso nella rete SNAM per uso autotrasporto.

L’impianto pilota e la costruzione dell’impianto di produzione sono stati agevolati con fondi pubblici cumulabili con gli incentivi alla produzione (CIC).

L’Agenzia di Sviluppo Mendelsohn, che ha accompagnato l’azienda nell’accesso alle agevolazioni pubbliche, pone nel massimo risalto la tipologia di questo impianto sotto il profilo ambientale, in quanto il biometano viene prodotto dalla frazione organica del rifiuto urbano da raccolta differenziata: un altro esempio di economia circolare.

Il biometano nel settore dei trasporti

Il biometano è uno dei combustibili “verdi” che le normative europee e italiane (come la Sen, Strategia energetica nazionale) comprende nell’elenco delle fonti di alimentazione alternative, in grado di abbattere le emissioni e di contribuire alla decarbonizzazione dei trasporti.

Il decreto biometano

Non a caso, lo scorso 2 marzo, il ministero dello Sviluppo economico ha varato un decreto ad hoc: stabilisce un sistema di incentivi per la produzione in Italia di biometano e la sua promozione nel settore dei trasporti. Un’alternativa all’uso dei carburanti fossili altamente sostenibile e dalle enormi potenzialità: stando alle stime del Cib, il nostro Paese è grado di produrre, entro il 2030, fino a 10 miliardi di metri cubi l’anno di biometano, di cui 8 miliardi da materiale agricolo, contro gli attuali 2,8 miliardi.

Fino al 90% di polveri in meno

Considerando tali margini di crescita, la società di consulenza ambientale Althesis ha stimato che il potenziamento della produzione di biometano, da qui al 2050, potrebbe tradursi in un taglio di CO2 pari a 197 milioni di tonnellate. Il Consorzio Biogas, inoltre, ha calcolato che un’auto a biometano, nel suo ciclo di vita, emette una quantità ridotta di emissioni paragonabili a una vettura elettrica da energia eolica. In più, rispetto a un veicolo a benzina o diesel, emette il 90% in meno di polveri sottili e il 70% in meno di ossido di azoto.

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