Decreto biometano per autotrazione, come funziona il meccanismo di scambio centralizzato gestito dal GSE

Con il decreto firmato dal MISE il 2 marzo ed entrato in vigore il 20 dello stesso mese, l’Italia adotta un sistema di obblighi di immissione in consumo di biocarburanti avanzati nei trasporti, basato sullo strumento del “Certificato di Immissione in Consumo” (CIC).

Tale meccanismo non incide in alcun modo sulle bollette del gas né dell’elettricità: infatti viene finanziato esclusivamente dai “soggetti obbligati” (operatori economici che vendono benzina e gasolio da cui deriva l’obbligo ad immetterne una parte sotto forma di biocarburanti, che quindi è oggi già incluso nel prezzo finale alla pompa).

Una grande opportunità in Italia per agricoltori e operatori del ciclo dei rifiuti

Si sostituiscono biocarburanti per lo più di importazione (biodiesel) con biometano prodotto sul territorio nazionale, promuovendo la filiera nazionale, aiutando il ciclo dei rifiuti (FORSU) e gli agricoltori nazionali.

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La bozza di decreto è stata approvata il 1° marzo 2018 dalla Commissione Europea – DGCOMP, dopo un iter iniziato con una consultazione pubblica (gennaio 2017) a cui è seguita la notifica alla CE nel giugno 2017 con successive molteplici interlocuzioni.

In linea con quanto previsto dalla Direttiva 2009/28 sulla promozione dell’energia da fonte rinnovabile, successivamente modificata dalla Direttiva (UE) 2015/1513, c.d. direttiva “ILUC”, il decreto è teso a raggiungere l’obiettivo generale del 10% al 2020 del consumo di energie rinnovabili nel settore dei trasporti, e quello specifico riguardante il sub target nazionale per il biometano avanzato e gli altri biocarburanti avanzati, fissato a 0,9% al 2020 e a 1,5% a partire dal 2022.

Il sotto obiettivo per i biocarburanti avanzati, deve essere soddisfatto per il 75% da biometano e per il 25% dagli altri biocarburanti. Tali quote percentuali potranno essere riviste ogni due anni, sulla base di stime aggiornate sulla disponibilità di tali prodotti.

Per raggiungere questi obiettivi, il decreto prevede incentivi per la produzione di biometano e di altri biocarburanti avanzati e misure aggiuntive per la distribuzione del biometano.

Decreto biometano, gli incentivi per i produttori

Gli incentivi per i produttori di biometano

Il decreto stabilisce due opzioni per i produttori di biometano avanzato che desiderano beneficiare di tali incentivi. In entrambe le opzioni il prezzo garantito dei CIC, fissato a 375 euro, è finanziato dai “soggetti obbligati” che hanno deciso di partecipare al regime di sostegno e che in tal modo assolvono all’obbligo di immissione in consumo di biocarburanti avanzati. Al contrario, in caso di non adesione ai meccanismi incentivanti previsti dal decreto, essi devono adempiere immettendo in autonomia in consumo biocarburanti avanzati.

Opzione 1: meccanismo di scambio centralizzato gestito dal GSE

Il GSE acquista biometano avanzato dai produttori che chiedono di partecipare a questo meccanismo.

I produttori ricevono:
(a) il prezzo di mercato del gas (pari alla media ponderata mensile del prezzo del gas naturale sul mercato Gestore dei Mercati Energetici), meno 5%; e
(b) un premio corrispondente al valore dei CIC, che a sua volta riflette il potere calorifico del biometano acquistato.

In base a questo meccanismo, il valore di un CIC è fissato a 375 Euro. Il biocarburante avanzato gode di un sistema di doppio conteggio, in linea con le disposizioni della Direttiva ILUC (significa che verrà rilasciato un CIC per 5 GCal di biocarburanti avanzati, rispetto a un CIC per 10 GCal per biocarburanti non avanzati).

Successivamente, attraverso aste, il GSE vende il biometano a prezzi di mercato ai grossisti, dietro prova della conclusione di contratti di trasporto e fornitura con rivenditori di carburante per trasporto per un volume pari almeno a quello che loro intendono acquistare.

Ai “soggetti obbligati” che decidono di partecipare al meccanismo, il GSE assegna i CIC al prezzo di 375 Euro/CIC, nel quantitativo necessario ad adempiere al relativo obbligo di immissione annuale di biocarburanti.

Il GSE ritira biometano fino ad un massimo di 1,1 miliardi di metri cubi all’anno. Le domande sono accettate in ordine cronologico in base alla data in cui l’impianto di biometano è diventato operativo.

Opzione 2: vendita diretta di biometano avanzato

I produttori di biometano avanzato possono rinunciare al meccanismo centralizzato e negoziare direttamente il loro biometano senza l’intervento del GSE.

Affinché tali produttori possano beneficiare del premio garantito di 375 EUR/CIC, il biometano deve essere iniettato nella rete del gas o immesso in una rete non soggetta all’accesso di terzi e, in entrambi i casi, misurato separatamente.

Il GSE verificherà, anche attraverso ispezioni in loco, che il biometano sia stato immesso nel consumo nel settore dei trasporti. Quindi pagherà ai produttori il valore dei CIC corrispondenti alla quantità di biometano immesso nella rete del gas e venduto per l’uso nel trasporto.

Incentivi aggiuntivi per gli impianti di distribuzione e produzione

I produttori di biometano che inoltre investono in impianti di distribuzione o di liquefazione possono beneficiare di un aumento del 20% del valore dei CIC al fine di tenere conto dei costi aggiuntivi sostenuti. Il decreto prevede un limite del 70% dei costi di investimento, fino a 600 mila euro per un impianto di distribuzione e fino ad 1,2 milioni di euro per un impianto di liquefazione.

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